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Relazione elettrolisi dell’acqua

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Relazione sull’esperienza di laboratorio inerente l’elettrolisi dell’acqua


Obiettivo

  • Dimostrare che l’acqua non è una sostanza pura, ma una sostanza composta, sfruttando l’elettrolisi dell’acqua.

Strumenti

  • Generatore di corrente continua.
  • Elettrodo negativo.
  • Elettrodo positivo.
  • Cilindri graduati collegati tra loro da una struttura verticale terminante  all’estremità superiore con un’ampolla.
  • Becher.
  • Imbuto.
  • Provetta.
  • Fiammiferi.
  • Paglia.

Procedimento

Per prima cosa abbiamo introdotto attraverso l’ampolla una determinata quantità d’acqua
(precedentemente riposta nel becher) in modo tale da raggiungere una stessa quantità in entrambi i cilindri graduati, che sono stati quindi chiusi attraverso due rubinetti posti sulla sommità (che in precedenza erano rimasti aperti per facilitare la fuoriuscita dei gas presenti all’interno).

In abbiamo quindi collegato, alla base dei cilindri graduati, i due elettrodi, collegati a loro volta al generatore di corrente continua, che erogava 12V.

Abbiamo quindi notato che, dopo un’attesa di 40 minuti, nella buretta alla quale era stato collegato l’elettrodo positivo (l’anodo) il livello dell’acqua era maggiore di quello presente nella buretta collegata all’elettrodo negativo (il catodo). Abbiamo misurato quindi, nella prima, 2,1-2,2cm3 di ossigeno (O), e nella seconda 5,8cm3 di idrogeno (H).

Altre osservazioni

Per poter affermare con sicurezza che nella buretta collegata all’anodo fosse effettivamente presente l’ossigeno ed in quella collegata al catodo vi fosse l’idrogeno, siamo ricorsi alla combustione: infatti abbiamo avvicinato un fiammifero acceso alla provetta nella quale era stato trasferito il gas presente nella buretta collegata all’anodo ed abbiamo sentito un piccolo scoppio a dimostrazione della presenta di idrogeno (combustibile) nella prima provetta.

Supponendo che, per esclusione, nell’altra buretta si fosse liberato ossigeno, abbiamo verificato questa ipotesi aprendo il rubinetto della buretta collegata all’elettrodo negativo (quella nella quale era presente la maggiore quantità di gas) e appoggiandovi qualche stelo di paglia infiammato; abbiamo notato, all’apertura del rubinetto e conseguentemente alla dispersione del gas presente nella buretta, che la fiamma ormai sopita si è ravvivata, dimostrando così che nella buretta il gas presente era effettivamente ossigeno.

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